BJJ over 40? Nulla dinuovo…almeno per noi

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Quando iniziai a rotolarmi su tappetini di gomma, a metà degli anni ’90, ero all’apice della mia forma fisica. Se non altro, ero giovane ed ancora pieno di testosterone. Non solo: disponevo del mio tempo libero in modo pieno e soddisfacente. Ciò, ovviamente, permetteva di impegnarmi in molti hobbies e di sicuro la pratica di alcune discipline marziali avevano la precedenza contando poi su una capacità di recupero che oggi, over 40, definirei sorprendente!

Sono passate diverse primavere e molti inverni e ricordare quegli anni di vigore da un lato è piacevole ma dall’altro…è segno inevitabile che il tempo fugge e che non sembra ripercorrere le stesse strade.

Sono passate ore ed ore sul tatami e molte di queste con infiammazioni che mi hanno accompagnato per molti mesi, quando non anni, ma ho avuto la capacità a tener duro anche quando gli affanni, gli accadimenti, gli impegni e le vicissitudini minavano o richiedevano totale impegno e attenzioni.

Ma davvero strabiliante è stato passare il mio tempo sul tatami con ragazzi e poi allievi, oramai divenuti uomini, che spegnevano candeline aggiungendo anni su anni. Ci siamo così ritrovati adulti e molti di noi hanno raggiunto pericolosamente quota 40.

Oggi allo Zanshin Kai Jiu Jitsu non siamo in pochi nella fascia degli “anta” ma viviamo tale esperienza in modo naturale, semplice ed anzi meravigliandoci ancora delle nostre percezioni, delle nostre facoltà fisiche e mentali che riusciamo ancora a infondere nella nostra pratica marziale.

Condividiamo – e forse è inevitabile ma ciò non è scontato – le stesse aspettative: praticare per ottenere una buona forma fisica, mettere in gioco le nostre resistenze e forse dilatare lo spazio che intercorre tra l’arrogante gioventù e la stanca senilità.
Essere in grado di sostenere diversi rounds senza troppo cedere alla stanchezza e mostrare un buon Jiu Jitsu è il nostro primo scopo. Praticare un Jiu Jitsu utile anche a preservare la nostra incolumità è diventato un incentivo per esplorare altre zone grige nel mondo del Jiu Jitsu brasiliano, come la difesa pessoal applicata poi senza partecipazione passiva dell’avversario.

E ciò ci porta inevitabilmente a selezionare le tecniche più congeniali e quelle che più si adattano alla nostra fisicità, alla nostra preparazione e ai nostri scopi. Lo oserei definire un Jiu Jitsu meno ossessivo e forse più meditato.

Abbiamo accanto a noi la nostra bottiglia d’acqua spalmata di integratori salini e nastri sempre pronti per fasciarci le dita.
Abbiamo con noi tutori per caviglie, ginocchia, spalle e polsi.
Abbiamo orari di lavoro spesso indecenti.
Abbiamo famiglie che richiedono presenza ed attenzioni.
Abbiamo impegni da adulti in un mondo di adulti.
Abbiamo poi altri interessi – evviva! – che ci arricchiscono come persone ma che chiedono tempo ed intelligenze.
Abbiamo stanchezze accumulate negli anni.
Ed abbiamo molte più scuse rispetto ai ventenni, ma ci facciamo catturare rarissimamente da queste.
Abbiamo cicatrici, ossa deviate, respiri affannati e complicità di sguardi, quando a fine lezione siamo ancora lì a chiederci per ancora quanto tempo avremmo l’opportunità, o il privilegio, di poter frequentare il corso.

Poiché siamo prima di tutto praticanti e non spettatori dallo sguardo distratto non ci stiamo chiedendo quando cederemo, ma se avremo compagni intelligenti con cui continuare la pratica per altri 40 anni!

Dojo-Kun

aggiornate al: 21 febbraio 2018.

Le Regole del Dojo (Dojo-Kun) dovrebbero essere regole da seguire in ogni momento della nostra vita e non solo all’interno delle ore di pratica. Il Dojo è un luogo in cui ci si sforza di raggiungere un fine nobile e pertanto è degno del massimo rispetto.

Prima di salire sul tatami:

  • Igiene: unghie tagliate, piedi lavati, keikogi pulito, capelli legati, no trucco
  • Accessori: vietato indossare orologi, orecchini, anelli, bracciali, catenine, ecc.
  • In attesa della lezione: mantenere il silenzio nel rispetto degli allenamenti in corso
  • Intenzione: il Jiu Jitsu è una disciplina e come tutte le discipline necessita di costanza, intelligenza e desiderio. Se questi requisiti/virtù non ti sono familiari è opportuno non proseguire l’avventura in questo corso.

Abbigliamento:

  • Per motivi di igiene e sicurezza è vietato indossare orecchini, collane, braccialetti o orologi durante l’allenamento
  • Il colore consentito per i kimoni sono il bianco e il blu
  • Sotto il kimono NON si indossa nessuna tshirt o altra maglietta/canottiera a meno che non vi sia permesso

Pratica sul tatami:

  • Ingresso sul tatami: dopo aver lasciato le ciabatte a bordo tatami, saluto verso il tatami
  • In caso di ritardo (sporadico): attendere il permesso dell’istruttore prima di salire sul tatami
  • In caso di uscita anticipata (sporadica): chiedere all’istruttore prima dell’inizio della lezione il permesso per uscire prima della fine della lezione
  • Durante le spiegazioni dell’istruttore e durante l’esecuzione delle tecniche: mantenere il silenzio e la concentrazione
  • Non praticare il combattimento senza che sia presente l’istruttore o un suo delegato
  • Prima e dopo la fase del consueto combattimento/rolada salutare il proprio compagno di allenamento nel modo stabilito dall’accademia
  • A fine lezione, disporsi in fila per il saluto prima di uscire dal tatami.

Comportamento:

  • Quando praticate il combattimento contro un grado più alto, cercate di dare il meglio, mostrando rispetto per il suo grado. Se pensate di poter mettere maggior forza e impegno nel combattimento, fatelo, ma ricordate che il Senpai (l’allievo più anziano) ha ben chiaro nella sua testa il vostro grado più basso, e quindi non combatterà mai nel modo più duro.
  • Ricordarsi sempre che la cintura di grado più elevato ha la responsabilità di essere da giusto esempio alla cintura di livello inferiore.
  • Siate sempre consapevoli e disponibili, rispettate i compagni con grado più elevato ed accettatene i consigli senza obiezioni, aiutate chi è meno esperto con diligenza, umiltà e cordialità.
  • Se un vostro compagno fraintende un movimento e voi lo fate giusto non compiacetevi intimamente di questo: la pratica non deve essere vissuta egoisticamente.
  • Non lasciate mai il vostro posto senza il permesso dell’insegnante, seppur per andare al bagno o pr rispondere ad una chiamata urgente
  • Mai camminare in mezzo ad una coppia che si sta esercitando, o di fronte all’insegnante mentre tiene la lezione.
  • Proteggete le regole del dojo come un bene prezioso.
  • L’insegnante, chiunque esso sia, deve essere trattato con lo stesso rispetto che voi vi aspettereste dagli altri. Il Budo comincia e finisce con la cortesia.
  • Durante la pratica non sbadigliate, non parlate, non state appoggiati al muro o rimanete inattivi durante la lezione. Un vero budoka è sempre attento, ben educato e concentrato al massimo su quello che deve fare.
  • Siate sempre attenti ad avere il corpo e i piedi puliti. E’ buona regola lavarsi i piedi prima di entrare in palestra. Durante l’allenamento si lavora spesso a stretto contatto con gli altri. Nessuno ama allenarsi con chi è sporco. Ricordatevi inoltre che non è bene allenarsi con lo stomaco pieno, evitate di mangiare e bere appena prima della lezione.
  • La lezione inizia sempre rigorosamente negli orari indicati ed è pertanto necessario ritrovarsi nel dojo almeno 5 minuti prima. Perdere tempo vestendosi a lezione iniziata non è rispettoso verso il maestro e i compagni.
  • Nel dojo sono ammesse soltanto persone concentrate che intendono praticare la Via nel rispetto di se stessi e degli altri, chi venisse con altre intenzioni dev’essere invitato a rifletterci prima.
  • Al termine della lezione lasciare il dojo in silenzio cercando di riflettere e meditare sulla lezione fatta.