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Lezione del 14 maggio 2018

Abbiamo studiato le seguenti tecniche:

  1. Mettere la guardia aperta partendo in piedi;
  2. Ribaltamento dalla guardia aperta/rotolando all’indietro;
  3. difesa da double-leg + presa della schiena;
  4. Soffocamento dell’orologio / relogio / clock-choke.

Personalmente, sono molto contento di come state recependo le tecniche ed il programma. Bravi!

Penetration-step

Il passo di penetrazione, quello che nello stile Lotta-Libera (lotta libera stile olimpionica) viene chiamato Penetration-Step, è una tecnica non così banale da apprendere.

Come spesso tendo a rimarcare, questo pass, questo movimento seppur efficace non è certo auspicabile e praticabile in un contesto di difesa-personale a meno che non vi troviate in spiaggia o su un manto che possa attutire il peso dell’attrito sulle vostre ginocchia.

E’ utile apprenderlo? Certo che si, poiché il Jiu Jitsu brasiliano tendenzialmente incorpora tutto ciò che può essere utile ed applicato nel mondo competitivo, sia con il gi che senza gi.

Qui, un video che ben spiega la dinamica. Vedetevelo e poi ne riporto i punti più importanti:

  1. abbassarsi allungando le gambe;
  2. abbassarsi portando il petto verso il ginocchio;
  3. trascinarsi e portare in vanti la gamba posteriore;
  4. conquistare una posizione eretta e stabile.

Tutto chiaro?

Ora, qui di seguito un highlights di tale tecnica eseguita durante le competizioni di Lotta-Libera:

Noterete che tra il dire ed il fare…c’è di mezzo l’avversario!

Comunque, adesso, tutti a praticare!

Lezione dell’11 maggio 2018

Tante tecniche, poco sparring!

Con l’intento di aiutare i 2 prossimi all’esame, abbiamo ripassato le tecniche in piedi:

  1. Presa della gamba con passo semi-circolare;
  2. Presa della gamba con mano sulla spalla;
  3. Presa della gamba con presa al bavero;
  4. Presa della caviglia;
  5. Koshi-Guruma + chiave al braccio;
  6. Tirata del braccio + presa della schiena.

Ho rimarcato la differenza tra un gesto atletico eseguito sul tatami ed uno eseguito su pavimentazioni stradali. In questo contesto, cioè quello sul tatami, ho spiegato il “passo di penetrazione” tipico della scuola della lotta libera.

Lezione del 9 maggio 2018

In piena febbre da Double-Under-Pass (passaggio della guardia aperta con 2 braccia sotto), abbiamo studiato nuovamente le tecniche provate lunedì.

Abbiamo studiato i molti dettagli affinché tale tecnica risulti davvero efficace. I dettagli sono patrimonio del Jiu Jitsu: movimenti d’anca, pressione, postura, equilibrio e cambi di posizione. Nulla di nuovo, ma la difficoltà è nel mettere tutti questi dettagli in un corpo unico.

Abbiamo poi studiato una variante: schiacciare con il proprio ginocchio il braccio avversario quando questi ci blocca il fianco. Piccoli trucchi…crescono.

Centinaia di competizioni, un solo stile

UFC 1: Royce Gracie (con il gi) affronta il boxer Art Jimmerson

Io c’ero: nei primi giorni dell’UFC, io c’ero. Acquistai una videocassetta (forse alcuni di voi son troppo giovani a ricordare tale supporto audio-visivo e l’uso massiccio che ne facevamo) e rimasi sgomento di fronte a quella che non volevo definire brutalità ma di fatto lo era.

Senza protezioni, senza classi di peso, solo poche regole e 2 contendenti che si sfidavano dentro un ottagono. Ma la formula era chiara: stabilire quale fosse lo stile di combattimento più efficace in uno scontro un-contro-uno.

Sono passati decenni, ed il cilone Vale-Tudo (così venivano chiamate le prime competizioni in terra carioca) ha coinvolto tutti i veri culturi delle forme di combattimento. Dico i “veri” poichè ancora oggi, complice l’ignoranza, l’arroganza e la paura, in pochi si ostinano a non riconoscere il contributo delle competizioni mma. Il contributo, esplicitamente, è questo: riconoscere che alcuni stili di combattimento sono più funzionali di altri ed hanno delle “meccaniche” semplici e riconosciute da decenni.

Ogni atleta deve oggi necessariamente studiare le basi della Boxe, della Lotta-Libera e della Greco-Romana, della Muay-Thai e del Jiu Jitsu brasiliano. S-T-O-P-! Null’altro. D’accordo, qualcuno ci ha messo dentro il footwork del Karate ed un colpo della Savate…ma niente più!

E come ha reagito il mondo marziale dopo aver ignorato tali competizioni di m.m.a. spacciandole per insulto al genere umano? Semplicemente…copiando tale formula. Anzi, ogni stile, ancora prima di gridare alla bontà delle loro competizioni, hanno gridato al mondo che il loro stile era completo e prevedeva, da sempre, tecniche di lotta che, incredibile ma vero, erano del tutto simili al Jiu Jitsu brasiliano, alla Muay-Thai, al Judo e alla Lotta-Libera. E han gridato senza vergogna alcuna.

E dunque, ti aspetti che nelle loro competizioni “totali” ci sia un esempio tangibile del loro stile reso efficace da centinaia di anni. Vorresti vedere mani che, capaci di spaccare tavolette di legno, spacchino ossa. Vorresti vedere atleti di Karate che avanzano in linea centrale senza alzare le braccia, vorresti vedere parate e blocchi. Insomma, vorresti esser sorpreso dalla completezza di stili che ne dichiarano la spiccata efficacia praticata in centinaia di forme (kata).

E allora, ecco a voi un bell’esempio di competizione professionistica di Karate “vero”:

Non vi è NULLA che ricordi il Karate, non vi è nulla che ricordi la matrice di Okinawa, l’isola in cui si sviluppò una particolare forma di comabttimento che, una volta esportata in Giappone, venne elaborata in quella forma di disciplina che oggi si chiama Karate.

Che dire del grande patrimonio tecnico-culturale del Kung-Fu? Decine e decine di stili, alcuni con differenze sostanziali tra di loto (stili interni, esterni, duri, morbidi ec.) e centinaia di forme (movimenti eseguiti da soli o in coppia a simulare combattimenti) compongono il variegato e senza confini mondo marziale cinese. Il Sanda rappresenta la competizione per eccellenza per tutti i praticanti degli stili cinesi. Ci si aspetterebbe uno scontro di stili, di posture grottesce ed animalesche, di mani piegate ad uncino. Ed invece? Nulla, se non colpi e posture già viste. Solo il regolamento spezza un’azione che potrebbe prevedere tranquillamente il combattimento anche al suolo. Ecco a voi un esempio:

Non potevano mancare all’appello anche il Vietnam, capace di coniare numerosi stili e tutti votati alle competizioni. Ecco un video:

Potrei continuare, ma il messaggio – e la mia non velata critica – credo sia arrivato: centinaia di competizioni, un solo stile.