Allenamento specifico (Specific Training)

Lo abbiamo sperimentato solo da poco tempo, ma sono sempre più convinto che tale metodo ci permetta di evolvere più velocemente. Cosa si intende per Allenamento-Specifico? Per allenamento-specifico intendiamo una fase di sparring-condizionato dove ripetiamo più volte la stessa identica situazione posizionale.

Perchè è da intendersi una tipologia di allenamento che permette progressi più veloci rispetto allo sparring “tradizionale”, cioè quello normalmente chiamato “randori”?

I motivi sono semplici seppur “brillanti”:

  1. coerenza con le tecniche studiate durante la settimana (e dunque possibilità di mettere in campo ciò che si è approfondito);
  2. ripetere le stesse situazioni per tante volte ci permette di maturare più esperienza;
  3. prendere confidenza con le tecniche stesse valutando sia gli aspetti positivi che quelli negativi;
  4. testare le proprie capacità in quella situazione e dunque sapere se si è abili o meno.

Vi propongo questo video, di un’atleta salito alla ribalta nelle ultime competizioni, che esplicita in maniera esemplare tale concetto ed, anzi, lo dimostra:

Graduazioni – gennaio 2019

Era da un poco che volevo riconoscervi impegno, dedizione, pazienza e competenza. E ieri era il momento giusto.

Così, ho graduato (assegnando strisce):

  • Giovit – marrone + 3 strisce
  • Giovanni – Blu + 3 strisce
  • Giuliano – Blu + 3 strisce
  • Luca – Bianca + 2 strisce

Il gruppo è piccolo e a volte si muove con difficoltà ma il vostro impegno è sincero e dunque non potremmo che migliorare.

Siamo forti e pratichiamo la resilienza…tutto poi sarà una conseguenza.

Lezione del 21 gennaio 2019

Anche oggi, pochi ma buoni (3…ragazzi, oramai la media è di 3!).

Ci siamo concentrati sullo sparring condizionato però abbiamo ripassato le 3 varianti della Toreada: indietro, laterale, in avanti.

Poi, ho proposto una fuga dai passaggi sopra citati controllando una manica ed eseguire poi la fuga-sentada.

Lo sparring condizionato è stato incessante e molto educativo: abbiamo infatti appreso che non ci si può difendere per sempre e dunque un attacco (sottomissione o ribaltamento) deve essere eseguito in poco tempo, anticipando gli attacchi avversari.

Lezione del 14 gennaio 2019

Come anticipato, abbiamo studiato la strategia che c’è dietro ad una delle tecniche più efficaci per passare la guardia aperta: Toreada (o toreanda).

L’abbiamo studiata in 3 varianti e riguardano 3 direzioni diverse:

  • indietro: portare i piedi a terra dell’avversario e poi girare lateralmente
  • laterale: schiacciare le anche avversarie e girare
  • in avanti: x-pass (con un piccolo passo in vanti e poi controllando con ginocchio sopra lo stomaco).

Studiando queste tecniche abbiamo applicato 2 interessanti versioni di soffocamento con il bavero:

  • clock-choke (soffocamento ad orologio
  • soffocamento in kesa-gatame (in controllo laterale) sfruttando la pressione con il nostro tricipite.

 

Lezione dal 14 al 20 gennaio 2018

Anticipo il tema delle prossime lezioni.

Sempre con un occhio verso le gare che, spero, affronterete uniti, studieremo (ripassando anche quelle già fatte) le tecniche dalla posizione di guardia aperta. Nello specifico, studieremo l’attacco:

  • postura
  • rompere le prese
  • spazzate tripodi
  • tomoe-nage
  • omoplata
  • triangolo
  • guardia sentada

Poi, affronteremo i passaggi della posizione guardia-aperta:

  • postura
  • rompere le prese
  • toreada-pass (+ varianti)
  • Stack-pass
  • Double-under-pass.

Ci sarà molto da studiare, ma lo faremo organizzando anche diversi sparring condizionati. A voi tutti, buon lavoro.

Lezione del 4 gennaio 2019

Una lezione particolare: studiare una posizione, in questo caso la guardia-aperta, dalle basi, sia come atteggiamento che come tecnica.

E ciò è avvenuto anche con l’aiuto di un nuovo strumento: un blocco note ed una penna. Sì, perchè la scrittura aiuta a memorizzare e a sintetizzare alcuni aspetti che da approfondire oppure da marcare.

Cercherò di aiutarvi uno per uno attraverso gli occhi della mia capacità tecnica e della mia esperienza.

Spero per voi che ciò sia una piacevole novità.

Lascia l’ego fuori….cosa?

Questo è un articolo che in realtà lascia aperte molte domande e con esse, molte possibili risposte.

Quante volte abbiamo letto sul web (o addirittura ascoltato dalla bocca dei grandi campioni o dalle grandi e numerosi scuole in giro per il mondo) che il Jiu Jitsu aiuta a domare l’ego, che la competizione non è tutto, che siamo tutti “fratelli”, che il Jiu Jitsu unisce, ci educa, ci libera e tante altre menate simili?

Quante volte abbiamo letto nei loro numerosi post, su Facebook prima e Instagram poi, dei numerosi campioni di Jiu Jitsu di come la vita sia bella, buona, ampia, piena di sorrisi, di opportunità?

E allora, come spiegare questo comportamento in un match dove 2 grandi campioni si sono affrontati?

Schiaffeggiare, colpire, stringere le dita, non combattere quindi con un’etichetta marziale, dare le spalle all’avversario, non ricambiare il saluto sono azioni deplorevoli, non degne di un marzialista tantomeno di un campione.

E allora, qual’è il significato di questi post, di quei luccicanti sorrisi?

Si, siamo tutti d’accordo: è marketing.

Ma è un marketing superficiale e non necessario. Con i loro post non educano nessuno, non sono un esempio di etica ed i loro sorrisi sono spesso direttamente proporzionali al loro ego e ai loro entroiti.

Ma una scelta tutti noi la possiamo fare e questa si chiama: esercitarci anche nel mondo ordinario e non solo sul tatami ad esser “campioni”.