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Lezione del 5 novembre 2018

Siamo tornati (non ci siamo mai fermati)!

Tante tecniche e questo perchè il livello si è alzato e di conseguenza anche il numero e la qualità delle tecniche proposte.

Dopo aver annunciato che alcuni sosterranno l’esame a gennaio (data ancora da decidere) abbiamo studiato diverse tecniche al suolo.

Levantada tecnica dalla posizione di guardia a farfalla: è una tecnica veloce, efficace e spesso assicura un buon ribaltamento/portata a terra già con possibilità di passare la guardia avversaria. Tanti particolari da tener conto ma il video li sintetizza tutti:

Poi, vi ho proposto un ribaltamento dalla guardia chiusa in 3 varianti. Il ribaltamento è chiamato Flower-Sweep (spazzata a fiore/del fiore). In realtà, viene chiamato anche in altri modi ma il fiore, per me, evoca perfettamente i movimenti che dobbiamo compiere affinchè tale tecnica risulti efficace. Qui, la 1ma versione:

La 2nda versione:

Qui, la 3za versione:

Lezione del 17 ottobre 2018

Lezione concentrata sulle tecniche in piedi.

Dopo esserci riscaldati ed aver simulato gli affondi e i passi di penetrazioni utili alle tecniche, abbiamo esplorato il mondo dell’arm-drag utilizzando il kimono. Tale manovra, in realtà, potrebbe essere anche chiamata 2-su-1.

E’ una manovra che, come tante proposte in piedi, trova applicazione anche al suolo. Argomento che tratteremo successivamente.

Le tecniche che vi ho proposto sono riassunte in questo video, eseguite in 2 angolazioni, e sono:

  • cattura della gamba + portata a terra
  • kata-guruma con sacrificio.

Lezione del 12 ottobre 2018

Lezione No-Gi. Visto l’esiguo numero dei partecipanti e la necessità di ripassare le basi unendo i puntini della strategia, abbiamo studiato delle sequenze partendo da una delle posizioni che vorrei che vi concentraste maggiormente, ovvero la guardia a farfalla.

Abbiamo studiato il ribaltamento classico da questa posizione ma ho aggiunto un set-up diverso, quello proposto, con molta efficacia, da Marcelo Garcia: mano dietro la nuca ed avambraccio sul collo, l’altra mano che controlla il gomito portandolo verso l’interno. Una volta squilibrato l’avversario possiamo completare il ribaltamento usando il gancio. Tecnica semplice ed efficace.

Dopo aver studiato tale tecnica, ci siamo concentrati sulla presa della schiena con seat-belt. Tale posizione è stata un pretesto per studiare la fuga con rotolamento proprio da questo tipo di controllo.

Proprio per completare la sequenza, abbiamo applicato la fuga spingendo il gomito dopo che il nostro compagno di allenamento ha conquistato il controllo laterale inverso.

Cominciare ad allenarci avendo in mente tali sequenze ci permette di unire i puntini di un gameplan che velocizzerà le nostre risposte. Applichiamoci!

Lezione del 5 ottobre 2018

Abbiamo ripreso le lezioni No-Gi ed il nostro interesse si è spostato dapprima sullo sviluppo di un sufficiente supporto delle tecniche di percussione e poi di portata a terra.

Abbiamo quindi studiato:

  • Uraken (dopo aver abbassato la guardia avversaria)
  • Gyaku-tsuki chudan (pugno medio allo stomaco)
  • Mae-geri (calcio frontale)
  • Double-leg + Te-Guruma

A terra, abbiamo aggiunto ulteriori dettagli (e variante) della chiave al braccio girando a 180°.

Qui, Alessio studia la tecnica:

Lezione del 3 ottobre 2018

Dopo aver salutato il gradito ritorno del nostro @luca-reghellin abbiamo praticato alcuni drills (esercizi) per migliorare i concetti e le posture che sono dietro le proiezioni d’anca. Non è così banale e scontato riuscire a portare tali tecniche e dunque…vanno molto allenate.

Poi, dopo aver mostrato il programma della guardia chiusa, abbiamo prima ripassato le tecniche che già avevamo affrontato da qualche lezione e poi incastrato alcune combinazioni che qui vi riassumo:

  • omoplata dalla guardia chiusa
  • difesa da omoplata, saltando sopra il corpo dell’avversario
  • omoplata + triangolo + chiave al braccio + recupero della posizione.

Nota: i movimenti che oramai pratichiamo da anni davanti lo specchio (vedi la S) sta dando ottimi frutti e di fatto già siete capaci a portare tali tecniche con una discreta scioltezza. Ci riesce persino Giuliano!

Luca, dopo un’assenza di circa 1 anno, ha ripassato alcuni movimenti utili per tali tecniche e poi si è concentrato sul movimento della fuga spingendo il gomito. Con buoni risultati. Bravo Luca e ben tornato!

Qui, un video che riassume la combo con omoplata:

Combinazione di tecniche partendo da omoplata dalla guardia chiusa

Fighting-System

Il Fighting System è il Ju Jitsu (giapponese) nella forma agonistica.

Le competizioni di questa disciplina si alternano tra gare interregionali e nazionali, passando per gare internazionali, fino ad arrivare a Campionati Europei, Mondiali, World Games.

Il Fighting System è un combattimento che si svolge sul tatami tra due atleti che indossano il judogi, protezioni paratibia, guanti e paradenti.

Un incontro di Fighting System è diviso in tre fasi principali:

  • Prima fase: in piedi, dove i due atleti cercano di mettere a segno punti portando colpi di mano o di piede nella zona superiore del corpo. Per lo più i colpi sono portati in modo circolare perché permettono il massimo controllo, nella filosofia del “sfiorare ma non toccare”.

Un colpo portato tecnicamente in maniera corretta, con la giusta coordinazione, potenza e controllo, e portato sul bersaglio pieno è considerato IPPON (due punti), un colpo che non risponde appieno a questi requisiti è considerato WAZARI (un punto).

  • Seconda fase: in presa, in piedi. Le tecniche che si possono portare sono di tre tipi: proiezione o lancio, di strangolamento e leve articolari.

Si passa a questa fase da quella precedente quando uno dei due atleti effettua una presa stabile. Dalla seconda fase non si può ritornare nella precedente. Una volta che un atleta sceglie e riesce ad afferrare il suo avversario è vietato sferrare alcun colpo, fin tanto che persiste una qualsiasi presa Se due contendenti in seconda fase abbandonano la presa (che non sia limitata ad un rapido contatto fra mano e judogi) l’arbitro centrale blocca l’incontro dicendo “MATE‘”, e l’incontro riparte dalla prima fase.

Una proiezione che solleva entrambi i piedi dell’avversario da terra, o porta lo stesso a schienare nettamente, è considerata due punti o IPPON, una proiezione non perfetta o un trascinamento a terra è considerato un punto o WAZARI.

  • Terza Fase: senza interrompere l’incontro, i due contendenti continuano nella terza fase, o “a terra”. In questa fase si cerca di immobilizzare l’avversario per un certo intervallo o di effettuare una leva articolare o uno strangolamento.

Se l’avversario è immobilizzato l’arbitro centrale chiama l’ OSAEKOMI.

I punti assegnati durante il combattimento vengono sommati al termine dell’incontro per designare il vincitore. Il combattimento dura 3 minuti e viene interrotto solo se necessario. La vittoria è assegnata all’atleta che ha conseguito il miglior punteggio allo scadere del tempo oppure per superiorità tecnica di uno dei due atleti.

Qui, sequenze di allenamento specifico per la competizione:

Esiste una forma simile di combattimento all’interno dell’IBJJF (International Brazilian Jiu Jitsu Federation)? La risposta è secca: NO!

Di fatto, nel Jiu Jitsu brasiliano non si insegnano gli atemì ne le sequenze di colpi.

E’ un vero peccato, anche perchè la mancata pratica di tali tecniche di fatto non rende giustizia al nome del Jiu Jitsu e alle sue concrete possibilità. Comprendo, tuttavia, la “filosofia” e la peculiarità di questa disciplina che vuole rimanere un universo non contaminato da altri mondi.

Lezione del 1 ottobre 2018

E’ stata una lezione molto intensa. E ciò, con mio grande piacere, dipende dal fatto che state cominciando ad acquisire quei movimenti necessari per apprendere il variegato sistema del Jiu Jitsu brasiliano.

Abbiamo studiato una combinazione che prende spunto dal mondo “tradizionale” del Ju Jitsu. Non è esattamente una combinazione dedicata al comparto della difesa-personale piuttosto è un’esplorazione del mondo simil total-combat: in guardia, uraken, gyaku-tsuki chudan, double-leg con piccola falciata, controllo laterale e chiave dritta al braccio (180°).

Ecco il video mentre praticate:

Successivamente abbiamo ripassato la tecnica omoplata dalla guardia-aperta che, come vi dicevo, enfatizza i movimenti necessari per capire profondamente i requisiti affinchè tale tecnica sia efficace:

Molti movimenti, alcuni piccoli alcuni più evidenti, sono necessari. Qui, vi ne espongo alcuni davvero importanti:

Sono molto contento di come state apprendendo tali movimenti/tecniche. Quando avrete consapevolezza di questi movimenti vedrete che, studiando altre tecniche, il tutto vi sembrerà se non più semplice sicuramente più familiare. Bravi!

Lezione del 28 settembre 2018

La lezione ha previsto l’esercizio di alcune tecniche dalla guardia aperta.

Per prima abbiamo studiato il passaggio della guardia aperta chiamato Toreanda. La toreanda era una tecnica molto studiata negli anni ’90. Il movimento ricorda infatti quello dei toreri che evitano la carica del Toro.

Non è una tecnica facile da piazzare in combattimento, tuttavia è bene studiarla non solo per cultura ma anche per capire i complessi movimenti di quest’arte. Il video che segue è un estratto della spiegazione di tale tecnica:

Poi, abbiamo studiato un ribaltamento dalla guardia aperta ma solo dopo aver piazzato un piede sul gomito avversario ed avergli poi catturato una caviglia. E’ una spazzata dinamica ma semplice che ben rispecchia l’armonia del Jiu Jitsu e sviluppa la capacità di “sentire” l’avversario. Ed è anche una tecnica terribilmente efficace.

Come ultima tecnica abbiamo studiato Omoplata dalla guardia aperta. Anch’essa è una tecnica non solo fondamentale per ogni Jitsuka ma è anche efficace e davvero molto usata. Ecco il video:

Lezione del 19 settembre 2018

Abbiamo eseguito diversi drills ma non prima di aver ripassato le tecniche eseguite lunedì, ovvero la spazzata a forbice, il triangolo dalla guardia chiusa e poi la chiave al braccio su fuga dal controllo laterale.

Il 1mo drill è stato quello eseguito sotto il controllo laterale: ponte + inserire la tibia + ribaltamento.

Il 2ndo drill è stato quello introduttivo alla tecnica di omoplata, ovvero una chiave alla spalla. Tale tecnica è una delle più usate e più efficaci del panorama del Jiu Jitsu brasiliano.

Come vi spiegavo, l’esecuzione di tale tecnica prevede molti set-ups (ovvero molteplici impostazioni) e presto ne affronteremo molte.