Le fasi dell’apprendimento

Apprendere è un processo prima emotivo, piuttosto che muscolare. Anzi, è un processo neuro-muscolare condito del motore che vitalizza l’essere umano: l’emotività.

Infatti, è stato osservato che chiunque, nell’apprendere un’attività, attraversa 4 fasi, caratterizzate da combinazioni tra competenze acquisite e motivazione.

1) La fase dell’entusiasmo, caratterizzata da alta motivazione e bassa competenza: si tratta della situazione tipica di chi affronta le prime lezioni ed è convinto di poter rapidamente acquisire capacità soddisfacenti. In questa fase il principiante è affamato di conoscenze e di indicazioni e non ha bisogno di incoraggiamenti.

2) La fase della frustazione, con bassa motivazione e bassa competenza: esaurito l’entusiasmo iniziale il praticante si rende conto della reale difficoltà della disciplina e comincia a nutrire forti dubbi sulle proprie possibilità di farcela. In questa fase si verificano moltissimi abbandoni, in quanto ci si convince di non essere in grado di superare gli ostacoli.

3) La fase dell’autonomia, caratterizzata da competenze sufficienti per affrontare la pratica nel Dojo: la maggior parte dei praticanti che rinnovano il proprio impegno di anno in anno hanno superato la fase della frustazione e hanno raggiunto una discreta autonomia. Riescono a praticare nel gruppo traendone soddisfazione, ma sono incerti relativcamente a sfide impegnative (ad esempio esami o gare). In questa fase gli abbandoni sono più rari e possono derivare da cause esterne piuttosto che incidenti durante il percorso.

4) La fase dell’indipendenza, caratterizzata da capacità di auto-motivazione e competenza significativa: sono i praticanti che affronteranno situazioni altamenti sfidanti, quali esami o competizioni impegnative. Si motivano autonomamente e a valle di un insuccesso, quale la bocciatura ad un esame oppure ad un gara, e sono visti come persone di riferimento da altri pratianti. In questa fase l’abbandono è rarissimo e generalmente dovuto ad incomprensioni nel rapporto con l’istruttore.

Chiunque può riconoscersi in una di queste fasi. Sapere questo ci porta ad una consapevolezza maggiore e la sensazioni di “non essere soli ed incompresi” genera maggiore responsabilità e ci invita ad una scelta: intenderò praticare con attenzione e dedizione per il tempo che necessità tale arte?

Di seguito, un link che porta ad un articolo davvero dettagliato su come navigare e vincere il plateau:

Dall’essere incastrato al tornare al Successo: come gestire i Plateau

Pubblicato da

Professor

Classe 1969. Ho iniziato la pratica delle arti marziali all'età di 12 anni. Ho praticato Ju Jitsu tradizionale, Karate Wado-Ryu, Kick-Boxing, Muay-Thai, Jeet-Kune-Do ed infine sono approdato al Jiu Jitsu brasiliano ufficialmente nel 1998. Ho conseguito la cintura nera sotto "Ratinho" nel 2013.

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